Capitolo 3 - La macroeconomia

I concetti base della Macroeconomia: PIL, Modello IS-LM, Mercato del lavoro e Salari. Una Panoramica generale della produzione (e ricchezza) generata da un Paese (PIL), la sua relazione con i tassi di interesse definiti dalla banca centrale, e il mercato del lavoro.
Macroeconomia.
P.I.L.
= PRODOTTO INTERNO LORDO = è una misura della produzione dell'attività
economica di un Paese. Indica il volume della produzione dell'attività
economica all'interno di un sistema economico: è la somma del valore dei beni e
servizi finali prodotti in un'economia in un certo periodo di tempo.
Valore -> È l'unità di misura che accomuna tutti i beni e servizi, si
esprime in termini monetari (e permette di sommare tutti i beni e servizi, che
altrimenti avrebbero unità di misura differenti).
Beni e Servizi -> Beni e servizi rappresentano la totalità delle cose che
hanno un valore economico e che possono essere prodotti.
Finali -> Bisogna considerare il valore di un bene alla fine del suo stadio
di produzione (non negli stadi intermedi).
La definizione sopra riportata può essere riscritta nel seguente modo:
Il PIL è la somma dei beni e servizi alla fine del loro stadio di
produzione, rappresentati con la stessa unità di misura, prodotti in
un'economia (uno Stato ad esempio), in un certo periodo di tempo.
Ora cercherò di spiegare in termini spicci e semplificati il significato di alcuni strumenti macroeconomici che ci permetteranno di capire meglio perché ci troviamo di fronte a differenti reazioni a seguito di determinate decisioni prese dalle banche centrali (le istituzioni più importanti in Macroeconomia e nell'economia di mercato in cui viviamo).
Modello IS-LM (Investment Saving - Liquidity Money)
Il
primo strumento che consideriamo è il modello IS-LM. La IS è una retta (o curva)
inclinata negativamente su un piano cartesiano. Sull'asse verticale troviamo il
tasso di interesse i e sull'asse orizzontale il livello della produzione
(Y) di un'economia presa in considerazione.
Le ipotesi di partenza che ci permettono di semplificare il ragionamento sono
le seguenti:
1. Ipotizziamo che tutto quello che viene prodotto è anche acquistato (non c'è
nessun avanzo/spreco)
2. Il tasso di interesse i viene definito dalle banche centrali
(graficamente è rappresentato da una retta orizzontale, la curva LM).
Quello che possiamo capire subito e che ci interessa nella pratica è che,
definito un punto di partenza A dato dall'intersezione tra la curva LM e la
curva IS (come nel grafico), una diminuzione del tasso di interesse (abbassamento
della retta LM) individua un nuovo punto (A') più sotto in corrispondenza di un
valore della produzione più grande. Viceversa, un aumento di i individua
sulla curva un punto A'' più in alto di A e con un livello di produzione più
basso. Questo semplice modello ci dice che tassi di interesse più bassi
stimolano una maggiore produzione complessiva dell'economia presa in
considerazione (aspetto positivo perché permette alle aziende di vendere di più
e guadagnare di più). Mentre un loro aumento riduce la produttività complessiva
dell'economia stessa.
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[Per i più curiosi che non si
accontentano di una mera descrizione e vogliono capire qualcosa in più sul
perché il tasso di interesse influenza la produzione. Il ragionamento è molto
semplice, il tasso di interesse definito dalle banche centrali è il valore di
riferimento (con possibilità di piccole deviazioni da parte delle banche) per i
mutui e per i prestiti. Tassi di interesse bassi incentivano le persone a
prendere denaro in prestito perché sarà meno difficile restituirlo rispetto,
invece, ad un contesto di tassi elevati. Nella pratica: se chiedete un prestito
di 1Mln di euro con un tasso dello 0% annuo per 5 anni significa che al termine
dei 5 anni dovrete riconsegnare 1Mln di euro, se invece il tasso fosse del 10%
annuo allora al termine dello stesso periodo dovrete riconsegnare alla banca
1.610.510 euro (un po' diverso è). Il denaro preso a prestito da un'azienda
permetterà di acquistare nuovi macchinari più potenti oppure permetterà di
finanziare la ricerca per un nuovo prodotto, permettendo alle aziende, e quindi
all'economia nel suo complesso, di crescere.]
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Tassi di interesse bassi possono essere usati per far crescere un'economia, come nel modello appena descritto, oppure possono essere usati per evitare di farla cadere in recessione (almeno nell'immediato), quest'ultima situazione è molto più diffusa nella realtà, e si realizza soprattutto in economie che da anni non manifestano tassi di crescita elevati, se non addirittura tassi negativi (di decrescita economica o recessione).
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[Per i più curiosi: se la produttività di una economia sta calando, una riduzione dei tassi di interesse favorisce la sua crescita. Tuttavia, in questa situazione appena descritta appare evidente che il miglioramento sia solo momentaneo; i tassi possono scendere a livelli solo di pochissimo inferiori allo zero e, se l'economia del Paese continua a decrescere, una recessione è inevitabile.]
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Il Mercato del Lavoro
L'espressione mercato del lavoro viene utilizzata per indicare l'insieme dei meccanismi che regolano l'incontro tra i posti di lavoro vacanti e le persone in cerca di occupazione.
I salari.
In
questo paragrafo ci occuperemo di salario reale e capiremo, in generale, quali
sono i metodi più diffusi di definizione di salario.
La forza contrattuale di un lavoratore (e anche da ciò deriva il suo salario) dipende da due fattori. Il primo è il
costo che, in caso di dimissioni, l'impresa dovrebbe pagare per sostituirlo, il
secondo è la difficoltà che il lavoratore incontrerebbe nel trovare un altro
lavoro. Ad esempio, quanto più costoso è per l'impresa rimpiazzare il
lavoratore tanto più facile è per quest'ultimo ottenere un salario più elevato
(tanto maggiore sarà la sua forza contrattuale).
<<Chi fissa i salari>>:
- i
sindacati e le imprese se i salari sono fissati attraverso contrattazione
collettiva;
- i singoli lavoratori e le imprese se
sono fissati su base individuale;
- le sole imprese se sono fissati
unilateralmente (<<prendere o lasciare>>).
I salari offerti per i lavori che richiedono meno qualifiche, per esempio
McDonald's, sono del tipo <<prendere o lasciare>>. I neolaureati,
invece, possono generalmente contrattare alcuni aspetti del loro salario.