Capitolo 2 - Concetti base di economia

I concetti fondamentali per capire l'economia: centralizzazione vs decentralizzazione, i mercati ed i prezzi.
Concetti di base.
Tutti i beni presenti in natura o prodotti dall'uomo hanno un'importante caratteristica in comune: la loro disponibilità è limitata o scarsa. La scarsità obbliga le società ad affrontare tre questioni cruciali: cosa produrre, come produrre i beni e chi ottiene cosa.
Decentralizzazione vs centralizzazione.
Il capitalismo prevede un alto grado di decentralizzazione. Un'economia è definita capitalista (o decentralizzata) quando i mezzi di produzione sono per lo più di proprietà di privati, che li controllano traendone beneficio. La produzione è suddivisa tra migliaia di imprese indipendenti, che sono libere di produrre tutto ciò che i loro proprietari o manager decidono. Il comunismo, invece, prevede un alto grado di centralizzazione. Un'economia è definita comunista quando lo Stato possiede e controlla i mezzi di produzione e distribuzione; sono i funzionari governativi a decidere cosa produrre, come produrlo e a chi destinarlo. Nessuna economia è completamente centralizzata o decentralizzata: ogni società adotta un approccio ibrido.
Mercati.
La forma più comune di decentralizzazione economica è fondata sui mercati. I mercati sono istituzioni economiche che forniscono agli individui l'opportunità di acquistare e vendere beni e servizi, definendo altresì le procedure per lo scambio. Ogni mercato è associato a un unico gruppo di prodotti strettamente collegati fra loro, che vengono messi in vendita entro particolari confini geografici. Nei mercati moderni, lo scambio viene governato dai prezzi. Un prezzo è il quantitativo di denaro necessario per ottenere un bene. Lo scambio può avvenire solo se i diritti di proprietà sono trasferibili, nel senso che l'attuale proprietario del bene può riassegnare tali diritti a un'altra parte consenziente. Se i diritti di proprietà non sono trasferibili, i mercati non possono operare (se il supermercato non avesse la possibilità di trasferire la proprietà della spesa che ho appena fatto a me dopo aver pagato, esso sarebbe impedito nello svolgere la sua attività). I paesi che allocano le risorse scarse soprattutto attraverso i mercati hanno un'economia di mercato.
Ragioni economiche.
Nel decidere come spendere il proprio denaro, i consumatori, mossi da un interesse personale, cercano di scegliere quell'insieme di beni e servizi che fornisce loro il più alto livello di soddisfazione personale possibile, rispondendo agli incentivi creati dai prezzi: di norma, un prezzo elevato scoraggia il consumo di un bene, mentre uno basso lo incoraggia (questa regola non vale sempre).
Decisioni: aspetti chiave.
Gli economisti amano ricordare che non esiste un free-lunch (un pasto gratuito). In altri termini, la scarsità ci obbliga ad affrontare trade-off, ovvero a operare delle scelte che implicano dei compromessi. Per ottenere qualcosa che vogliamo, dobbiamo, di solito, rinunciare a qualcos'altro. Ogni scelta prevede dei trade-off (nel selezionare un'alternativa, se ne accantonano altre). Riconoscere i trade-off è una parte essenziale di un'efficace procedura decisionale. Se ignoriamo i trade-off, rischiamo di rinunciare a qualcosa di molto prezioso per noi in favore di qualcosa di meno importante, per poi pentirci delle nostre scelte.
Lo scambio ed i prezzi.
Perché le economie di mercato hanno delle performance così buone, se i singoli individui vi perseguono i propri interessi personali? Come riescono, queste economie, a ottenere livelli di produttività e crescita così elevati con un coordinamento centralizzato così scarso? La risposta a queste domande è che i prezzi di mercato coordinano le nostre attività, fornendoci un incentivo a prodigare i nostri sforzi e le nostre risorse verso obiettivi che gli altri apprezzano. I prezzi di mercato fanno sì che i produttori e i consumatori, benché mossi da interesse personale, considerino i costi e i benefici delle loro azioni per gli altri membri della società. Sebbene le economie di mercato presentino molti vantaggi, non sono perfette. Gli economisti chiamano queste imperfezioni un fallimento di mercato. I liberi mercati possono produrre una forte dose di diseguaglianza fra i consumatori. Alcuni possono permettersi un jet privato, mentre altri lottano per far quadrare i bilanci famigliari.